FRONTINO MONTEFELTRO
A Lucrezia Ercoli e Sandro Veronesi il Premio Frontino-Montefeltro 2026 Nel suggestivo convento di Montefiorentino assegnati i riconoscimenti della storica rassegna nata da Carlo Bo e Antonio Mariani
Una cornice d’eccezione, quella del suggestivo convento di Montefiorentino nel territorio di Frontino, ha ospitato la 45ª edizione del Premio Nazionale di Cultura Frontino Montefeltro. Un’edizione ricca di riconoscimenti, aneddoti e momenti istituzionali significativi, tra cui il saluto ufficiale al rettore uscente dell’Università di Urbino, Giorgio Calcagnini, giunto alla fine del suo mandato dopo sei anni e omaggiato dal sindaco Andrea Spagna.
Al centro della kemonia – nata nel 1981 dalla collaborazione tra il compianto rettore Carlo Bo e lo storico sindaco Antonio Mariani – vi è stata la premiazione dei grandi protagonisti della cultura italiana. Per la sezione “Personaggio”, il prestigioso riconoscimento è stato assegnato a Lucrezia Ercoli, filosofa, docente e direttrice artistica di Popsophia. Il premio corona un periodo particolarmente prolifico per la studiosa maceratese, reduce dal riconoscimento del premio Parmenide a Brescia e da quindici anni di intensa attività divulgativa.
A consegnare il premio a nome della giuria (presieduta dallo stesso rettore Calcagnini) è stata Ebe Francioni, che ne ha letto le motivazioni. «Ricevere questo premio è un grande onore e un grande privilegio – ha commentato Lucrezia Ercoli – perché si tratta di un riconoscimento che negli anni ha saputo costruire una storia culturale importante. Farne parte è motivo di gratitudine e di responsabilità morale». Guardando al futuro, la direttrice ha inoltre anticipato i prossimi appuntamenti: «A novembre saremo a Pesaro con il tema “Contrasti”. In un’epoca in cui le posizioni sono sempre su poli opposti, capiremo che si può e si deve accettare la bellezza del dialogo tra visioni differenti».
Accanto a Ercoli, l’edizione ha celebrato un altro grande nome della cultura italiana: lo scrittore due volte premio Strega Sandro Veronesi, premiato nella categoria “Letteratura come vita” per il suo percorso e per l’ultimo lavoro Caducità. Nel corso del suo intervento, Veronesi ha sottolineato come la passione letteraria rappresenti una forma di restituzione e di dono al pubblico, fondata sulle radici dei grandi autori del Novecento.
La cerimonia ha visto inoltre la premiazione di molte altre eccellenze: un premio speciale è stato conferito ad Alessandro Bettini per la sua poderosa opera sulla ceramica pesarese dal 1350 al 1513. Sul palco sono inoltre saliti Tiziana Fuligna, per le ricerche su Giancarlo De Carlo; Simona Andreani, per la narrazione paesaggistica del Montefeltro; Luca Cesari, per il saggio su Ungaretti e gli studi sull’arte nei manicomi; e l’Istituto Polo 3 di Fano per un progetto scolastico.
Un albo d’oro, quello del Premio Frontino, che anno dopo anno continua a rinnovarsi confermando il proprio prestigio nazionale, affiancando ai nomi storici che ne hanno fatto la storia – come il premio Nobel Carlo Rubbia, il regista Sergio Leone, Umberto Veronesi e Mario Luzi – le voci più autorevoli e dinamiche del panorama contemporaneo.
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