MACERATA FELTRIA
Rifiuti in casa e mani legate: il paradosso dei Martini
L'affittuaria lascia degrado e immondizia, ma per la burocrazia i proprietari non possono pulire. Scatta l'allarme sanitario.

Una casa di proprietà trasformata in una discarica incontrollata, un’inquilina fantasma che blocca ogni intervento e le istituzioni che assistono impotenti. È il paradosso burocratico e igienico in cui si trova imprigionata la famiglia Martini, protagonista di una vicenda che rischia di trasformarsi in un’emergenza sanitaria per l’intero vicinato.

Tutto comincia l’estate scorsa, quando i proprietari decidono di affittare l’appartamento di una villetta bifamiliare a una donna del posto in grave difficoltà. La situazione precipita fin dal primo giorno: subito dopo la consegna delle chiavi, scatta un’ispezione delle forze dell’ordine e la donna, nota per la gestione di una colonia di gatti, viene arrestata e posta ai domiciliari proprio in quella casa, vietando di fatto l’accesso ai proprietari.

Nei mesi successivi il danno si unisce alla beffa. L’inquilina smette di pagare l’affitto e, sfruttando una porta comunicante, occupa abusivamente anche la seconda porzione di casa riservata ai proprietari. Quando Massimo Martini riesce brevemente a entrare a dicembre, si trova davanti a uno scenario desolante: sporcizia, escrementi e cumuli di rifiuti. Anche l’Ast interviene con un’ispezione, intimando alla donna una sanificazione immediata che però non verrà mai eseguita.

A primavera la donna annuncia il trasferimento. Il sindaco e alcuni volontari si occupano personalmente di traslocare i gatti, ma il 5 maggio, giorno fissato per la riconsegna formale delle chiavi, l’inquilina non si presenta. Al contrario, invia un sms in cui diffida i proprietari dall’avvicinarsi, sostenendo che il contratto sia ancora attivo. Oltre la porta sfondata, il panorama è allarmante: il perimetro esterno è invaso da bombole del gas, sacchi di immondizia e sporcizia che ricopre persino i terrazzi.

Oggi la donna non abita più lì, ma la burocrazia blocca i proprietari. Senza una disdetta formale o uno sfratto esecutivo – i cui tempi sono lunghissimi – la famiglia Martini non può entrare a pulire senza rischiare una denuncia per violazione di domicilio. Intanto Ast, Provincia e Comune si rimpallano le competenze, lasciando i proprietari senza risposte. Con l’arrivo del caldo estivo, l’erba alta e i rifiuti abbandonati, tra cui pannolini ed escrementi, iniziano a emanare esalazioni insopportabili. Un vicinato intero è ostaggio di un muro di gomma, mentre i proprietari lanciano l’ultimo disperato appello: il caldo peggiorerà tutto, ma nessuno sa come aiutarci.

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