In 3000 per l’ultimo straziante saluto a Ismaele Lulli. Il padre del killer: «Mi vergogno, chiedo scusa»

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Ismaele-Lulli1-212x300SANT’ANGELO IN VADO  –  L’ultimo straziante saluto a Ismaele Lulli. Tantissima gente ieri pomeriggio ai funerali del 17enne di Sant’Angelo in Vado (circa 3000), ucciso barbaramente e poi lasciato privo di vita in un dirupo, vicino a una chiesa, con la gola recisa da un’arma da taglio. Chiesa del paese gremita, tantissima gente anche sul sagrato, davanti a uno striscione con su impressa una frase della Canzone per un’amica di Francesco Guccini: “Voglio ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi, pensare che ancora mi ascolti, che come allora sorridi”.

La cittadina vadese è sotto choc. Il paese, dove il sindaco Giannalberto Luzi ha proclamato il lutto cittadino, è incredulo davanti a una tragedia di proporzioni inaudite che ha portato alla morte un ragazzo nel fiore degli anni per cui due ventenni sono finiti in carcere. Uno di questi, il 20enne albanese Igli Meta, avrebbe confessato di essere il killer. «Volevo dargli una lezione perché faceva lo scemo con la mia ragazza. Non volevo ucciderlo, ma poi la situazione mi è sfuggita di mano», avrebbe detto agli inquirenti aggiungendo: «È vero, ho portato Ismaele alla chiesa e l’ho legato alla croce con del nastro adesivo. Volevo che dicesse davanti a un testimone di avere avuto un rapporto con la mia fidanzata. L’ho legato fino al torace, per simulare un vero interrogatorio. Poi, quando lui ha continuato a negare, gli ho sferrato un calcio e un pugno. A questo punto ho perso la testa, ho tirato fuori il coltello e l’ho sgozzato, non so spiegare cosa mi sia successo in quel momento».

«Ma come si fa a dire che la situazione gli è scappata di mano?». Se lo chiede la mamma di Ismaele in un’intervista rilasciata a “La Stampa”: «Permettetemi di dubitare sulla genuinità delle parole di chi ha ucciso mio figlio – ha detto Debora Lulli – Non è il momento del perdono, è il momento di pene certe».

Ha parlato anche il padre di Igli Meta, il presunto killer: «Mi vergogno, chiedo scusa alla famiglia di Ismaele e a tutti gli italiani».

 

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