#Sanremo2017: il significato della canzone “Occidentali’s Karma” di Francesco Gabbani

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È Fabio Ilacqua il geniale autore del testo della canzone Occidentali’s Karma, che è valsa a Francesco Gabbani la sorprendente vittoria al Festival di Sanremo. Se ne è parlato molto, ma cosa significa Occidentali’s Karma? Analizziamolo insieme utilizzando anche le dichiarazioni dell’autore.

Ricordiamo innanzitutto che lo scorso anno Ilacqua con il testo di Amen aveva già vinto il premio come miglior paroliere, mentre la canzone si era aggiudicata Sanremo Giovani. Comunque in un’intervista a Varesenews l’autore ha dichiarato: «Parla dell’uomo dei nostri giorni. Mentre componevamo il pezzo è venuta fuori la parola “Occidentali’s Karma” che in realtà non esiste, ma funziona bene per descrivere la situazione dell’uomo occidentale, i suoi modelli e questa sua maniera di cercare rifugio nei rituali orientali in cerca di conforto. E’ un pretesto per osservare come siamo noi uomini moderni».

E in effetti cosa vuol dire Occidentali’s Karma? Be’, sappiamo trattarsi di una presa in giro, o se vogliamo anche una bonaria accusa all’abitudine generalizzata dell’uomo occidentale di cercare rifugio nelle filosofie orientali, ma in modo spesso superficiale e frettoloso. D’altronde come ha detto Gabbani stesso “la scimmia è nuda” alla fine di tutto, così come il re era nudo in una famosa fiaba allegorica, in cui solo il bambino aveva il coraggio di dire le cose come stanno.

La ridicolizzazione prevede l’accostamento tra “Panta rei” (il “tutto scorre” degli antichi greci) e “singing in the rain”, ovvero il musical più facile e spensierato. Poi si citano internettologi e tuttologi del web, ovvero il luogo in cui tutti cercano notizie e credono di essere esperti dopo una lettura quasi sempre superficiale, “coca dei popoli, oppio dei poveri” (un gioco di parole che suona bene basato sulla “Chiesa, oppio dei popoli” di Karl Marx).

Infine spassoso il quadretto dell’oretta di lezioni tra Buddha, Nirvana e il mantra (che sarebbe la tipica litania ripetuta all’infinito della filosofia buddhista), in mezzo a donne profumate di Chanel (dunque più attente all’aspetto esteriore che a quello interiore) e uomini (e donne) in cerca di sex appeal grazie alle proprie conoscenza virtuali.

Ma alla fine di tutto la scimmia è nuda, ovvero siamo sempre degli scimmioni “come l’uomo del neolitico”, alle prese con i nostri istinti primari. E infatti alla fine di tutto cade l’uomo e si rialza la scimmia. Namastè*, olè!

*Namastè è il saluto di origine indiana che si fa chinando il capo e congiungendo le mani, preso qui a emblema generale del tutto.

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